| |
|
|
|
Le numerose e monumentali
chiese, gli antichi conventi, i personaggi che vi sono nati
e vi hanno dimorato, da San Francesco d’Assisi a Santa
Margherita, costituiscono una speciale peculiarità
del carattere culturale e religioso di Cortona e del suo esteso
territorio.
Cortona è infatti legata intimamente ai primi tempi
del francescanesimo: l’Eremo delle Celle fu infatti
il primo convento fatto costruire da San Francesco, quando,
per la prima volta, giunse in questa Città nel 1211.
In questo convento, aggrappato al monte S. Egidio e immerso
in una mistica atmosfera, soggiornarono oltre al Santo d’Assisi,
la cui misera e disadorna celletta genera, anche oggi, nei
visitatori una straordinaria emozione, Frate Elia da Cortona,
S. Bonaventura e S. Antonio di Padova.
Ci si arriva percorrendo la strada provinciale che sale lungo
le mura etrusche in direzione di S. Margherita: un segnale
sulla sinistra indica la direzione delle Celle.
La chiesa di S. Francesco è nel centro della città
e vi si giunge per via Maffei. Fu progettata e iniziata nel
1245 da Frate Elia Coppi, compagno di San Francesco e secondo
ministro generale dell’Ordine. Di stile gotico con grande
rosone sulla facciata ed eleganti e snelle bifore sui fianchi
e sulle absidi. Si ammira all’interno l’Annunciazione,
ultima opera del pittore cortonese Pietro Berrettini (Pietro
da Cortona 1597-1669), e altri affreschi di scuola senese
emersi duranti i recenti lavori di restauro. Questi ultimi
hanno permesso la riapertura della chiesa la culto e alla
visita dei turisti.
Nella parte alta di Cortona, all’ombra della Fortezza
Medicea del Girifalco, divenuta luogo di esposizione di arte
contemporanea, si eleva la Basilica di Santa Margherita (1247-1297).
Il corpo incorrotto della Santa è visibile sull’altare
maggiore. Sull’altare a destra, il Crocifisso che, secondo
la leggenda, parlò alla Santa, è una pregevole
opera lignea del Duecento. Dal piazzale si ammira uno splendido
panorama della Valdichiana con i monti Amiata e il Cetona
e il Lago Trasimeno.
Appena fuori dal Centro storico è d’obbligo una
visita alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio,
purissima espressione dell’architettura religiosa del
Rinascimento e opera di Francesco di Giorgio Martini (1439-1501)
e la Chiesa di Santa Maria Nuova il cui progetto iniziale
dell’architetto cortonese Giovan Battista Infregliati,
fu, in seguito alla sua morte, continuato da Giorgio Vasari.
Poste ai lati della città, queste due chiese sembrano
erette a sua protezione nel nome della Madonna.
|
|